settembre 11, 2010

Stabat Mater di T. Scarpa

Scarpa con questo libro prova a fare una cosa difficilissima, prova a fare musica utilizzando la prosa. La partenza non può che essere in una posizione di svantaggio, il risultato non può che essere mancante di qualcosa. Nello stereo continua a suonare il cd con le Quattro stagioni , La Tempesta del mare e L’estro armonico di Vivaldi, ho appena finito di leggere Stabat Mater. Si apre il ibro, si comincia a leggere e si è già nel pieno della storia, non c’è introduzione, niente preparazione e le parole di Cecilia hanno magnetismo e bisogna ascoltare e sintonizzarsi, poi si procede insieme alla sua voce. E la bellezza dei passaggi fra i piani emotivi non tarda a manifestarsi. Per me è stato così. Ci sono momenti molto belli, intensi da sentirserli risuonare dentro il suono delle domande e il senso della solitudine di Cecilia. Ci sono momenti in cui gli anacronismi (ammessi da Tiziano Scarpa nella nota a fine libro) sia di linguaggio che storici suonano stonati e, pur sostenendo la scrittura e la narrazione, creano delle crepe fastidiose. Come Cecilia anche Scarpa stona consapevolmente, stona perché sa di saperlo e poterlo fare e le parole si srotolano in un continuum creato con delicatezza e potenza e allora tant’è si continua a leggere, però… Da circa metà libro in poi ho letto ascoltando la musica di Vivaldi (la versione di Europa Galante, molte altre con ‘autori e interpreti che hanno preso sul serio la musica vivaldiana’ le consiglia l’autore nella nota) a volume piuttosto sostenuto e, anche se non è necessario al fine di gustarsi la storia, è stato un modo per afferrare e mantenere il ritmo della scrittura. C’è un momento in cui Scarpa, attraverso Cecilia, parla di linguaggio, significato, relazioni fra note e fra note e parole: accordi. Stabat Mater è fatto di accordi da scoprire, a volte stonati a volte armonici ed è in se un bel omaggio musicale, suonato da Scarpa con un pizzico di necessaria serietà, al proprio compositore preferito. Applausi. Resta l’impressione che qualcosa non si sia potuta fare. Silenzio.

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  1. Complimenti per il post e per il blog… Il nostro contributo alla musica di Vivaldi per NotitiAE al link:

    http://notitiae.wordpress.com/2010/12/31/concerto-di-natale-dellaccademia-spoletina/

    Una recente scoperta RV811
    Buon Anno nuovo 2011

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About yamunin

[Luigi Chiarella, cittadino del mondo e viandante] Vivo a Vienna. Attore e drammaturgo, faccio teatro dal 1998. Nel 2001 con il collettivo teatrale Rossosimona vincemmo [ex aequo con Sud Costa Occidentale] il primo premio del Premio Scenario. Per il teatro ho scritto: Canti dall’inferno – il mare dentro il dolore, coautrice Roberta Cortese, [dai testi di Ramón Sampedro], coprod. Teatro Regio e Ass. Baretti 2007 in coll. con TST, ospite al Festival dei Due Mondi Spoleto Full Metal Kids, produzione Satyrikon 2011 Gerusalemme disvelata - da Torquato Tasso, coautrice Roberta Cortese, commissione CineTeatro Baretti 2008 Tra un impegno teatrale e l’altro ho lavorato anche come postino, venditore, magazziniere, libraio, operaio. Da una di queste esperienze è nato Diario di zona (ambientato a Torino dove ho vissuto e lavorato per circa 10 anni), inizialmente pubblicato a puntate sul blog Satyrikon e di recente pubblicazione per la casa editrice Alegre come primo numero della collana Quinto Tipo, diretta da Wu Ming 1. Dal 1987 scatto fotografie. Continuo a scrivere.

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libri

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