Wien

Da “Infinite Jest”, prima che lo dimentichi

 

Prima che i giorni passino, butto giù qualche riga, prima che lo dimentichi.

Go!

In questi giorni ho ripreso a leggere più o meno con i miei ritmi di sempre. Visto che per mesi ho fatto fatica anche a leggere una pagina, questa nuova condizione la vivo come una piccola riconquista. Alcune settimane fa ho iniziato a leggere Infinite Jest e allo stesso tempo, vista la mole del libro e la non facile trasportabilità, ho letto anche altro. Fra gli altri ho letto un libro appena uscito di un autore in vista che mi ha preso molto, incentrato su un fatto di cronaca. Un fatto durissimo, tremendo, che non ricordavo. Forse lo avevo rimosso o forse all’epoca non avevo prestato molta attenzione. Il libro alla fine… va bè, magari ne scriverò, chissà.

Stapled shut
inside an outside world and
I’m Sealed in tight,
bizarre but right at home
Claustrophobic
closing in and
I’m catastrophic
not again…

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Due Novembre, Vienna

Lunedì 02.11

Eravamo in tre in chiusura, cosa insolita. Nonostante la mole di lavoro – pulire cucina, sala e bar, lavare i bagni, i frigoriferi e la vetrina, chiudere il dehor e portare in cantina un po’ di tavoli ché tanto con le nuove restrizioni il dehor non si potrà usare quindi portiamo giù i tavoli per poi riportarli su tra qualche settimana… – eravamo riusciti a chiudere poco oltre le 19:00. Da festeggiare. Così poco oltre le 19:00 che non valeva la pena segnarlo come straordinario. Eravamo contenti così e abbiamo fumato una sigaretta godendo della temperatura mite e dopo aver chiuso la porta ci siamo avviati verso il Graben chiacchierando, saranno state le 19:30. Raggiunta la Hofburg ci siamo salutati e abbiamo scherzato sul fatto che non ci saremmo rivisti a lavoro prima di Dicembre, visto che avremmo lavorato a giorni alterni fino alla fine delle restrizioni essendo tutti in Kurzarbeit. Ci siamo separati e sono montato in bici, superata Heldenplatz una bordata di suono mi ha investito, ha saturato l’aria. Luci di lampeggianti in lontananza. Tolgo le cuffie, attraverso il Ring e capisco che è in corso una festa, non capisco per cosa possa essere e non mi curo di chiedere, forse per esorcizzare il fatto che da domani si dovrà restare a casa a partire dalle 20:00. Mi immetto sulla Mariahilferstraße e mi concentro su ciò che sto ascoltando e mi sorprendo sempre un po’ di come il cervello riesca a seguire sia il discorso in cuffia che l’andamento delle auto e delle persone che camminano, attraversano, si fermano e non guardano dove vanno… Raggiungo casa, saluto mia moglie e i cani e mi rilasso con una doccia, mi arriva un messaggio da un amico in Italia con tre punti interrogativi e un link a un articolo dal titolo “Vienna attacco alla Sinagoga, spari in centro città”.

Non ne sappiamo niente.

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Manifestazione a #Vienna #riseup4rojava. Contro la guerra della Turchia contro il Kurdistan

Sono stato alla manifestazione di oggi contro la guerra mossa dalla Turchia di Erdogan contro il Kurdistan, qui a Vienna. C’erano famiglie con bambine e bambini al seguito, anzian* e tant* giovan*. Non ho idea del numero ma si era in parecchi (mille, duemila?, non so), tante le bandiere delle YPJ e YPG, tante altre con il viso di Öcalan.

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