I don’t mind stealing bread From the mouths of decadence But I can’t feed on the powerless When my cup’s already overfilled But it’s on the table, the fire is cooking And They’re farming babies While the slave are working The blood is on the table And their mouths are choking But I’m going hungry. […]

– E quanti anni mi dai?
– Direi poco più di cinquanta.
– Ne ho sessanta.
– E da quando lavori nella ristorazione?
– Da quindici anni, fino ai quarantacinque non ho fatto un cazzo. Continua a leggere

Che è successo?

Mi sono ammalata cì, m’è venuta la bronchite, sò stata pure in ospedale e sai che faceva ‘sto stronzo? Mi chiamava! Quattro, cinque volte al giorno – ma che sei mì madre? Continua a leggere

Bella sevata eh? Pochi tavoli ma buoni. Bene, bene.

Cambiamo musica, eh?, che dici? Che questa musica italiana ha votto i coglioni eh? Ecco qua, un  concevto di Diana Kvall che oltve a sunave bene è puve una gvan chiavatona. Conosci? Non conosci? Stvano. Guarda qua che gnocca. Eh? Continua a leggere

– Buongiovno a tutti!
– Buongiorno direttore come va?
– Come va? Va bene, bene. Eh? Voi? Tutto bene?
– Tutto in ordine, tutto pronto per la battaglia!
– E’ arrivata S.?
– Ancora no.
– Chi ha fatto l’Abvechnung? Continua a leggere

– Buongiovno vagazzi.
– Buongiorno.
– Ah, buongiovno L., lei te l’ho pvesentata?
– No, piacere sono L.
– Piacere.
– Lei è nuova, mi è avvivata ievi. Una chiavatona che non ti dico. Continua a leggere

Pvonto? Oh, ciao. No, non distuvbi, pev il business ci sono sempve, anche di notte! Esatto, esatto… Ti dicevo dei tuoi vini, i topselèscion… Continua a leggere