Per Marcello Walter Bruno

La poesia – passatemi il termine – che segue l’ho scritta un anno fa. La pubblico oggi, perché è giusto così. Le prime riflessioni sul tempo le ho fatte grazie a Marcello, mentre ci inoltravamo in una falda di passato. Andavamo avanti nello spazio, ci inoltravamo nel tempo profondo.

Ciao Marcello

 

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MWB

Mi chiedevo perché

ho ripreso in mano il tuo libro

l’ultimo o forse il primo

lì dove da chissà quando

la tua lingua batte e

l’ho riletto sorridendo

fra le lacrime

E dopo le sei ore e mezza

di lavoro canonico qui – nel vagone

in cui scrivo ora, di ritorno a casa –

seduto ancora ho capito

che s’avvicinava forse oggi o domani

il giorno in cui mi chiamò

un amico lontano – come solo

gli amici possono essere –

per dirmi che non eri più

Il maestro è andato via

– quasi il verso di una canzone –

e sotto questo cielo viennese,

pesante come quello berlinese –

immagini di profondità indicibile –

ti vedo ancora Marcello

mentre saluti ridendo e vai via

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