Pochi giorni fa mi son detto che avrei dovuto fare qualcosa per il primo maggio. Che è un po’ una contraddizione: se è un giorno di festa è giusto riposare e non far nulla. Così ho subito selezionato alcune parti del Preludio di Risto Reich e le ho registrate su due piedi con il mio telefono. Soluzione ultra Low-fi. Poi l’ho inviato a Giovanni Brancati, un caro amico lontano – musicista e produttore – che si è visto recapitare il file mentre era in viaggio. La musica che riempie il brano è opera sua e sono felice che l’abbia scelta per accompagnare la mia voce. (Riascoltandomi mi rendo conto che avrei potuto lavorarci un po’ di più sui tempi, sulle intonazioni…, ma si può quel che si fa.) Abbiamo lavorato entrambi sull’onda dell’entusiasmo, per l’idea di tornare a fare qualcosa insieme dopo tanti anni. Negli primi anni del duemila Gianni collaborò con RossoSimona, la compagnia teatrale di cui facevo parte.
Ricordo che durante la riscrittura (più di una, in verità) del preludio e della coda di Risto Reich stavo riascoltando alcune canzoni dei Beastie Boys, era l’anniversario della morte di MCA ed eravamo in piena pandemia da Covid-19. Penso che questa interconnessione di cose abbiano influenzato, forse, la riscrittura di quelle pagine. Almeno un poco, mi piace pensare così. Chi ha letto il libro e chi ascolterà il file potrà, forse, cogliere l’omaggio implicito.
A ogni modo, buon ascolto e – soprattutto – buon Primo Maggio!

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