Terremoto leggero oggi in Calabria
Una scossa leggera, niente di che. Na cosa î nente
Infatti:
È passato da poco un uragano – l‘hanno chiamato Harry perché forse „Turi“ o „Lina“ pareva brutto – ma nonostante il nome international, la costa ionica devastata, strade collassate, frane e case crollate, le onde alte nove metri che hanno allagato Catanzaro Lido e creato danni in diverse cittadine della costa. Nonostante tutto ciò, non sembra che sia successo chissà cosa. È robetta, succede „laggiù“.
In questi ultimi giorni ho letto alcuni post di Donatella Di Cesare in cui scrive di una Calabria e di un Sud dimenticato. Di esponenti politici che tacciono dopo aver usato Calabria e Sicilia per vendere un progetto di ponte vecchio, inutile, devastante e imposto secondo uno già rodato processo di marketing. L’unica grande opera necessaria, l’unico lavoro urgente da fare “laggiù”, è la messa in sicurezza del territorio. Liberare le coste, ripensare tutto. Cose da fare da decenni. Ma gli esponenti politici “di maggioranza” regionali e nazionale – e loro “amici” e affiliati – guardano da un’altra parte. Da decenni. Che gliene fotte a loro?
Uno dei post sul profilo fb di Donatella Di Cesare del 21.01:
“Quando il Sud viene colpito, l’Italia distoglie lo sguardo. Quando la Calabria viene travolta da un ciclone devastante, il racconto si interrompe prima ancora di cominciare. Non titoli. Non aperture. Non urgenza.
Perché anche se gli hanno dato un nome international, muovendosi al Sud resta comunque un fenomeno di serie C.
„Na cosa î nente“, appunto. Arriveranno dei soldi, se li divideranno, gli “affari” devono andare avanti. Che gliene fotte a loro?
„È un fatto questo“ Barbara Hamby

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