Su “Predatori” e sulla presentazione fatta saltare a Reggio Calabria

Innanzitutto la mia solidarietà a Celeste Costantino, di seguito i miei appunti sul suo libro e sulla presentazione fatta saltare a Reggio Calabria.

Dopo aver sbrigato un paio di faccende stamattina ero a spasso per un parco nel centro della bella città in cui vivo, città in cui pare non accada niente – dove, se si vuole, non si viene sfiorati da ciò che accade nel mondo – almeno così pare – quando mi arriva un messaggio da un caro amico. Il messaggio contiene solo un link a un articolo, che apro immediatamente – perché anche se vivo a Vienna ho un mio senso animale che sta sempre all’erta e di questi tempi motivi ce ne sono a bizzeffe – e in un certo qual modo so senza sapere. E leggo la notizia che pochi giorni fa una delle tante presentazioni, che Celeste Costantino sta facendo coraggiosamente in giro per l’Italia del suo libro Predatori (edito da Fandango), è stata sospesa a Reggio Calabria a causa di un allarme bomba. Sembra uno di quegli “scherzi” di cui mi raccontavano durante il periodo delle scuole medie, fatto per far saltare le lezioni ed evitare un giorno di interrogazioni: la telefonata dalla cabina pubblica per annunciare la presenza di una bomba nella tale scuola di…

Così la presentazione del libro il 7 marzo scorso presso l’Università della Magna Grecia di Reggio Calabria è saltata e non è stata trovata nessuna bomba. Per uno “scherzo” da terza media, una roba da bulli. Ma dietro a questo evento potrebbe anche celarsi una minaccia, nei confronti di Celeste Costantino e delle persone che hanno organizzato la presentazione del libro. Verrano fatti degli accertamenti. Ma in ogni caso è saltata una presentazione nel territorio direttamente chiamato in causa dalle vicende raccontate nel libro. Quindi abbiamo due cose da notare, in base agli effetti ottenuti dall’”allarme bomba”: la prima è un certo modo di controllare il territorio, permettendo o meno che alcune cose accadano; la seconda è – non possiamo non notarla – una reazione nei confronti di qualcosa che fa paura: provocando una paura più grande. Perché sì: Predatori è un libro che fa paura. Perché racconta di “sesso e violenza nelle mafie”, racconta del rapporto strettissimo fra patriarcato e mafia, di come una società che sminuisce la violenza perpetrata nei confronti delle donne – e che arriva grazie a molti suoi rappresentanti maschi (soprattutto, ma non solo) a negarla del tutto questa violenza – protegga e alimenti le mafie. Predatori fa paura, perché smaschera presunti “valori” che nel cosiddetto ambiente mafioso guiderebbero le condotte dei suoi appartenenti, così da non commettere violenze contro donne e bambine. Questo libro fa paura, perché attraverso la forza della narrazione porta allo scoperto vicende che altrimenti resterebbero sepolte nei faldoni delle sentenze dei tribunali, o che al massimo hanno occupato per qualche giorno le pagine dei giornali per poi essere messa da parte da altre “notizie”. E le storie hanno questa potenza di circolazione che nessuna bomba può fermare. Anche dopo secoli, lo sappiamo bene, le storie – certe storie – trovano il loro modo per tornare e andare in giro, creare una comunità consapevole. E far paura.

Predatori è un libro potente, che ha alle spalle un enorme lavoro di ricerca, di elaborazione e di scrittura. È un libro durissimo in molti passaggi, e anche per questa ragione secondo me, è un libro da leggere per cambiare sguardo, riconoscere qual è l’ambiente in cui siamo immersi e decidere da che parte stare.

Celeste Costantino, Predatori, Fandango 2025, €16,50

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